Dalla sua partenza con servizi sportivi in data 19 agosto, sopratutto per gli eventi calcistici e legati alla Serie A, Dazn non ha avuto moltissimi consensi a favore, anzi. Nonostante avesse avuto un inizio difficile anche in altre nazioni, prima di noi, una delle cause della sua partenza a singhiozzo è dovuta agli scarsi investimenti effettuati in infrastrutture e anche ad una carente rete Internet nazionale, che rispetto ad altri paesi risulta addirittura arretrata.

Dazn
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Ciò nonostante non giustifica un inizio così difficoltoso, con i consumatori che si sono abbonati che hanno dovuto assistere a continui blocchi per la partita inaugurale tra Lazio e Napoli, senza di fatto godere dell’evento sportivo in se.

In aggiunta a tutta questa serie di disservizi che si replicano settimana dopo settimana, anche se in maniera ridotta e che sono già al vaglio dell’Antitrust, si aggiunge una faccenda spinosa riguardante l’Unione nazionale consumatori (Unc).

La prima associazione di consumatori in Italia ha segnalato l’utilizzo di un contratto poco trasparente per gli utenti. Attraverso le parole del Presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, risulterebbero una serie di irregolarità.

Cosa viene contestato?

La prima cosa su cui spinge l’Unc riguarda la mancanza di un vero e proprio diritto di recesso da parte del consumatore che deve essere espresso obbligatoriamente per legge. Inoltre, nella modifica unilaterale del contratto, è indicata una clausola che indica come diritto applicabile quello della Germania e questo confonde inevitabilmente i consumatori che utilizzano il servizio e vivono in Italia. Oltre a questo in caso di controversia, DAZN non aderirebbe a nessuna procedura di conciliazione o arbitrato ma preferirebbe “risolvere le richieste direttamente con l’utente”.

Peccato che in questo modo DAZN non rispetti due obblighi imposti dalla Commissione Europea: da un lato prevedere sistemi di risoluzione online delle controversie, dall’altro indicare chiaramente sul proprio sito facili modalità di contatto per l’utente – prosegue Massimiliano Dona.

Se a ciò aggiungiamo alcuni reclami che ci segnalano il mancato riconoscimento di sconti e diversi ostacoli allo scioglimento del contratto durante il mese di prova gratuita -conclude il Presidente Dona- ecco che il quadro si fa decisamente preoccupante.

Si perché Dazn, ha offerto un messe di sconto per pubblicizzare la propria piattaforma e dopo i continui disservizi sono fioccate le richieste di scioglimento contrattuale prima della fine del mese gratuito. Nessuno vuole pagare per un servizio che non funziona e anche se a distanza di due mesi dal lancio, il servizio sta trovando sempre maggiore continuità, il consumatore che vuole recedere deve avere la piena facoltà nel farlo.

Nel frattempo sembra che anche Sky abbia preso delle contromisure offrendo un mese omaggio del suo ticket DAZN a quanti si sono abbonati prima del 3 settembre, ma resta il fatto che il consumatore deve poter scegliere se continuare a pagare o usufruire del mese gratuito offerto e poi poter recedere da Dazn senza intoppi burocratici.

Sono questi i motivi per i quali l’Autorità Antitrust debba verificare la responsabilità di DAZN (e anche di Sky nella misura in cui alcune comunicazioni pubblicitarie sono state diffuse sui canali della predetta emittente) e tutelare, nell’eventualità di pratiche scorrette, i consumatori sul rispetto dei loro diritti.

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