In Italia siamo un po’ assuefatti all’equazione “tutto cambia affinché nulla cambi”. Per anni ci siamo lamentati che la rete internet italiana facesse acqua da tutte le parti, che ancora oggi nel 2018 sono ancora molte le zone d’Italia non ancora coperte adeguatamente da ADSL, figuriamoci dalla fibra. Eppure anche in quelle zone del nostro paese dove i principali operatori telefonici ci garantiscono una copertura pressoché capillare, con la fibra ottica a ben vedere non è proprio cosi: spesso ci viene fatta pagare una connessione come fibra ottica quando non lo è o comunque lo è solo in parte.

banda-larga-in-italia
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Tutta questa bella introduzione per ribadire un concetto fondamentale che riguarda le connessioni in fibra ottica in Italia: non sono tutte uguali e la tradizionale connessione in ADSL è ancora molto presente, spesso paghiamo molto per connessioni miste.

Il tema trasparenza nei contratti telefonici è ormai cosa nota e molto triste: ancora poca chiarezza e poca trasparenza nelle tariffe, in questo caso parliamo di quelle sulla telefonia fissa che includono anche internet. Spese nascoste e poca chiarezza sul tipo di connessione e velocità offerta, perché la fibra cambia non solo a seconda della zona geografica ma spesso da un abitazione all’altra. Un bandolo della matassa difficile da districare.

Prima dell’attivazione di un contratto in fibra ogni operatore dovrebbe informarsi se la propria casa è cablata con la fibra. Secondo i dati in possesso di Agcom solo il 4,6% delle abitazioni è direttamente raggiunto dalla fibra ottica, direttamente al modem collegato alla presa per intenderci.

Questo vuol dire che il più delle volte quello che a noi arriva non è completamente fibra ma al massimo un ADSL più performante, semplificando molto il concetto.

Molte volte ci viene garantito, giusto per fare un esempio, una connessione fino a 100Mbps, colleghiamo il modem, lo configuriamo, ci accertiamo che tutto sia al suo posto e iniziamo a navigare, ci sembra molto veloce a volte velocissima, quindi andiamo a verificare con uno dei tanti speedtest che si trovano in rete, oppure messi a disposizione dagli operatori stessi e scopriamo che la velocità raggiunta sia in download che upload è nettamente inferiorea quanto pubblicizzato.

La velocità di navigazione pubblicizzata rimane un dato a volte effimero che non corrisponde mai alla realtà. I fattori coinvolti, infatti, sono molti: la distanza dalla cabina, il livello di congestione della rete, le caratteristiche del computer e l’uso del wifi. Per questo bisogna andare a leggere nel contratto la velocità minima garantita che può essere addirittura di cinque o sei volte più bassa di quella promossa.

A tutti questi fattori e alla sempre poca trasparenza sui reali costi da sostenere, si deve aggiungere che operatori come Tim e Vodafone dopo il periodo di promozione, aggiungono ulteriori 5 euro per continuare a beneficiare della connessione in fibra. Molti utenti spesso non conoscono questo dettaglio e ci si chiede allora gli altri costi sostenuti per cosa siano, se 5 euro al mese aggiuntivi sono per la fibra.

Altra “spada di Damocle” per gli utenti italiani sono i costi di disattivazione di un contratto anticipatamente, molte volte si presenta un vero e proprio salasso alla sua chiusura, esiste una cifra fissa a cui spesso vanno aggiunte rate mancanti per il modem che si stava pagando a rate mensili cosi come altri servizi accessori attivati al momento del contratto che vengono però taciuti per non “spaventare” il cliente.

Il consiglio classico che si dà sempre in questi casi è quello di chiedere tutto, fare domande anche a costo di sembrare assillanti, inoltre anche se spesso piuttosto sconfortante, cercare di leggere i contratti e le specifiche di tutto quello che si è acquistato e compreso nel nostro abbonamento.

Cercando la direzione di maggiore trasparenza circa la reale velocità della propria connessione internet di casa, sembra che Fastweb sia il punto di arrivo, almeno da alcuni mesi; l’operatore indicherà sul contratto al momento dell’acquisto la reale velocità di navigazione in base a zona e abitazione, in questo modo il cliente saprà quello a cui va incontro e potrà effettuare il recesso anticipato senza costi aggiuntivi o penali.

Una nota stampa diramata da Fastweb qualche mese fa, chiarisce che ogni nuovo cliente riceverà una chiamata da un operatore Fastweb che verificherà che la velocità coincida con quella indicata sul contratto. Se dovesse essere inferiore a quella concordata, il cliente potrà decidere se recedere o meno dal contratto, il tutto senza nessun vincolo e nessun costo.

Dal mese di giugno inoltre Fastweb ha previsto la possibilità per i propri clienti di telefonia fissa e Internet di richiedere il passaggio alla migliore tecnologia disponibile, gratuitamente con un semplice click attraverso MyFastPage o App MyFastweb, e senza alcun addebito per l’eventuale sostituzione del modem o per l’opzione Ultra fibra, per chi è raggiunto dalla fibra ottica.

Per cercare di ovviare alla mancanza di informazione e trasparenza circa le varie tipologie di fibra ottica, l’Agcom ha istituito una serie di bollini colorati contrassegnati da sigle che hanno un significato ben preciso che porta a capire la reale velocità della nostra connessione internet. Ecco di seguito le sigle e il loro significato, sigle che dovranno accompagnare ogni comunicazione grafica degli operatori telefonici.

F su sfondo verde
La connessione più veloce, in fibra ottica pura al 100% (FTTH/FTTB). Consente velocità garantite in download fino a 300 Mega (ampliabile fino al Giga) e il massimo della stabilità.

FR su sfondo giallo
Fibra-Rame o Fibra Radio. Sistema misto che integra alla fibra della dorsale l’ultimo miglio tramite cavo in rame o ponte radio. con velocità nominali fino a 100 Mega e fino a 200 Mega in base alla tecnologia utilizzata nell’Armadio.

R su sfondo rosso
Rame o Radio. Le due tipologie di connessioni più lente, con profili che arrivano ai 20/30 Mega/nominali.

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